Indicatori ambientali e valutazione delle obbligazioni verdi

12 marzo 2026

Lo studio (Banca d’Italia, Questioni di economia e finanza, n. 1002) analizza la relazione tra le valutazioni ambientali delle società e il costo del finanziamento sul mercato globale delle obbligazioni verdi.

L'analisi si concentra sul costo del debito delle società emittenti in funzione dei punteggi ambientali a loro assegnati da agenzie specializzate. Si considera anche il ruolo dell'eventuale certificazione green dei singoli titoli emessi. Le imprese che dispongono di un elevato punteggio ambientale collocano le proprie obbligazioni verdi a tassi inferiori rispetto agli altri emittenti. Allo stesso tempo, anche le imprese con punteggi ambientali più bassi ottengono condizioni più favorevoli sulle obbligazioni verdi rispetto al finanziamento mediante titoli ordinari. I risultati suggeriscono che il mercato tende a premiare i green bond anche al netto del profilo dell'emittente.

Indicatori ambientali e valutazione delle obbligazioni verdi

Le scelte di investimento degli aderenti ai fondi pensione: l’esperienza italiana

12 febbraio 2026

Lo studio (Quaderno Covip n. 2-2026) evidenzia come le scelte di investimento degli aderenti ai fondi pensione vengano influenzate da una molteplicità di fattori.

Utilizzando i dati dell’indagine nazionale condotta dal Comitato EDUFIN, il lavoro analizza come le conoscenze finanziarie e previdenziali dei risparmiatori italiani, unitamente a specifici tratti comportamentali, orientino la selezione verso comparti più o meno rischiosi.

I risultati evidenziano che livelli più elevati di competenze -specialmente in ambito previdenziale - e il ricorso alla consulenza professionale incrementano significativamente la probabilità di scegliere opzioni con una maggiore componente azionaria. Al contrario, la propensione alla scelta di comparti più rischiosi diminuisce all’aumentare dell’avversione al rischio, di un’elevata soddisfazione economica e dell’ansia finanziaria. I risultati dell’analisi suggerirebbero l’adozione di strategie life-cycle come opzione di default per migliorare i risultati previdenziali di lungo periodo, come pure la promozione delle conoscenze finanziarie e previdenziali attraverso iniziative educative anche nei luoghi di lavoro e all’ampliamento dell’accesso alla consulenza professionale.

Le scelte di investimento degli aderenti ai fondi pensione: l’esperienza italiana

The Broadening Scope of Financial Regulation: Digital Operational Resilience and Cloud Computing

22 gennaio 2026

Lo studio (University of Genoa Centre for Law and Finance, WP n.4/2026) analizza l'evoluzione della regolamentazione nel settore dei servizi finanziari, sempre più dipendenti da fornitori terzi di servizi ICT.

Con l'entrata in vigore del Regolamento DORA (Digital Operational Resilience Act), questi fornitori sono ora soggetti a norme specifiche, mentre i legislatori europei si stanno mostrando sempre più attivi anche nel campo del cloud computing.Sul piano economico, tali servizi tecnologici possono ridurre i costi di erogazione dei servizi finanziari, anche su base transfrontaliera.

L'approccio regolatorio si sta spostando verso un modello basato sull'attività svolta, con l'obiettivo di ridurre gli spazi per l'arbitraggio regolamentare. Tuttavia, l'estensione della regolamentazione e della vigilanza a questi nuovi ambiti pone alcune questioni critiche: in primo luogo, se le autorità di vigilanza dispongano delle competenze tecniche necessarie per affrontare queste nuove attività, anche in collaborazione tra loro. In secondo luogo, la concentrazione del mercato nei servizi tecnologici desta preoccupazione sia sotto il profilo del potere di mercato, sia per i potenziali conflitti di interesse delle imprese attive contemporaneamente nei mercati SupTech e RegTech.

The Broadening Scope of Financial Regulation: Digital Operational Resilience and Cloud Computing

Cyber risk taxonomies: statistical analysis of cybersecurity risk classifications

22 gennaio 2026

Lo studio (Insurance: Mathematics and Economics, Volume 126, January 2026, 103167) analizza l'efficacia delle classificazioni del rischio cyber nella previsione delle distribuzioni delle perdite, spostando il focus dalla capacità di adattamento ai dati storici alla performance previsionale fuori campione. Attraverso un'analisi a finestra mobile e l'utilizzo di funzioni di scoring pesate per soglia, gli autori confrontano diverse classificazioni comunemente adottate.

I risultati mostrano che le classificazioni tradizionali, orientate a criteri di business, risultano troppo rigide e poco adatte a catturare l'eterogeneità degli eventi cyber. Al contrario, classificazioni dinamiche basate sull'impatto si dimostrano più efficaci nel prevedere le perdite future. Una conclusione rilevante per il settore assicurativo è che le tipologie di rischio cyber hanno una capacità previsionale limitata riguardo alla severità delle perdite, e dovrebbero essere utilizzate dagli attuari principalmente nella modellazione della frequenza degli eventi, non della loro gravità.

Lo studio fornisce indicazioni utili sia per i decision-maker aziendali che per i regolatori, contribuendo allo sviluppo della conoscenza scientifica nel campo della gestione del rischio cyber.

Cyber risk taxonomies: statistical analysis of cybersecurity risk classifications

Ampia diffusione attraverso piccoli schermi: l'impatto di una campagna televisiva di educazione finanziaria della Banca d'Italia

17 dicembre 2025

Il lavoro (Quaderni di economia e finanza n.990) analizza l'impatto di una campagna di educazione finanziaria promossa dalla Banca d'Italia e dalla Rai, diffusa attraverso programmi televisivi e radiofonici, sulla base dei dati raccolti attraverso un'indagine volta a valutare le competenze finanziarie su risparmio e investimenti.

L'indagine ha coinvolto circa 1.000 persone, suddivise in due gruppi: al primo (gruppo di trattamento) è stato mostrato un video sui temi oggetto dell’indagine estratto dagli interventi televisivi, mentre al secondo (gruppo di controllo) è stato proposto un video su argomenti generici. Le persone nel gruppo di trattamento hanno ottenuto, in media, un punteggio relativo alle conoscenze finanziarie su risparmio e investimenti più elevato del 10 per cento rispetto all’altro gruppo. L'effetto è risultato più marcato tra le donne e tra chi presentava una minore alfabetizzazione finanziaria. Le persone nel gruppo di trattamento hanno mostrato, inoltre, maggiore interesse ad approfondire i temi trattati e una più forte consapevolezza dell’importanza di diversificare i propri investimenti.

Ampia diffusione attraverso piccoli schermi: l'impatto di una campagna televisiva di educazione finanziaria della Banca d'Italia